Teoria sulla diffusione del calore
Con il presente articolo, cercheremo di fare una piccola
introduzione per quanto riguarda uno degli argomenti più interessanti nel mondo del
raffreddamento a liquido e le relative tecnologie degli scambiatori di calore. Questo
tipo di scambiatore viene denominato molto spesso come "waterblock" e
costituisce il cuore del sistema di raffreddamento a liquido, dato che si tratta
di un elemento indispensabile, e quindi senza di esso il sistema non potrà
funzionare.
Sarà comunque necessario dare alcune definizioni, strettamente
arbitrarie, dato che altrimenti non sarà possibile definire degli argomenti
molto specifici che finora non sono ancora stati trattati. E' inoltre probabile che alcune delle nostre affermazioni, vi potranno
sembrare molto strane ma, vi assicuriamo che dopo tutti questi anni di lavoro e
di sperimentazione mirata, si tratta di fenomeni semplicemente realistici.
Come ultima nota, ci teniamo a sottolineare che le immagini
pubblicate sono state elaborate da noi, ed hanno come scopo, di semplificare le
spiegazioni. Le immagini sono state ottenute con simulazioni bidimensionali ed è
comunque necessario aggiungere che si tratta di elaborazioni effettuate sotto
determinate condizioni e intervalli di tempo. Si precisa inoltre che il comportamento dei metalli non è
omogeneo al 100% e quindi ci sarebbe da aggiungere una percentuale di
errore relativamente piccola dell'x %.
Prima di procedere quindi alla lettura del presente articolo,
sarà necessario percepire molto bene che si sta esaminando un determinato tipo
di simulazione, dove è indispensabile capire che perlomeno bisogna che venga considerato
un minimo range di errore relativo ad ogni singolo passaggio. L'ultimo
appunto va fatto per quanto riguarda le limitazioni grafiche che non ci hanno
permesso di poter elaborare al meglio le immagini e di conseguenza renderle più
leggibili.
Parte prima
Cominciamo dunque con la prima immagine, dove si vede una
rappresentazione grafica di quattro diversi corpi di metallo solido, che ha come
scopo quello di simulare il comportamento degli analoghi blocchetti di rame. Questa
rappresentazione costituisce la spiegazione basilare per quanto riguarda la
diffusione del calore all'interno di un corpo solido. Le dimensioni esterne sono
quelle standard, ovvero 50 x 50mm, e l'altezza varia da 10 a 25mm con passi da
5mm. Le frecce rosse rappresentano in che modo si espanderà il calore
all'interno del corpo solido di ogni blocchetto e, per convenzione, partono
sempre dal punto centrale della base, in modo tale da mostrare il percorso
bidimensionale con il quale il calore si diffonderà in esso. Le curve blu,
rappresentano la cosiddetta "curva del calore" che ovviamente è stata ottenuta
con una simulazione. E' chiaro che le dimensioni di questa curva cambieranno e
varieranno a seconda delle dimensioni di ogni singolo blocchetto di materiale
solido, ma comunque, la cosa importante è che ci forniranno sempre i seguenti
dati che sono tra i più significativi:
Se visti in sezione trasversale
- le dimensioni dell'arco della circonferenza
- l'area del semi-cerchio
Se visti in pianta
- le dimensioni della circonferenza
- l'area del cerchio
Concludendo, è facile comprendere che il rapporto di questi
dati che abbiamo ottenuto con simulazione ci indicano che il blocchetto ideale
ha dimensioni pari a 50 x 50 x 25mm. L'unico problema però che si pone in questo
caso, è l'elevato peso che ci costringe di orientarci verso un blocchetto di
dimensioni minori, ma questa cosa verrà affrontata in un capitolo successivo.

La seconda immagine è l'estensione della prima e mostra il
blocchetto ideale (50 x 50 x 25mm) in sezione, in pianta, e ruotato a 45°. La
rotazione a 45° è importantissima perchè, dopo la prima espansione del calore,
ci permette di approfondire lo studio di questo fenomeno e quindi saremo in
grado di approfondire lo studio della seconda espansione del calore, dato che
nel caso precedente non sarebbe stato possibile. Quello che a noi più interessa
in questo specifico caso, è che l'estrazione del calore dalla formazione della
seconda curva, non vada a penalizzare la prima ma a favorirla. I dati che ci
fornisce l'analisi della seconda espansione del calore, sono abbastanza
importanti, dato che ci aiutano a capire in che modo potrà essere sfruttata la
percentuale della massa rimanente del blocchetto. Infine la seconda espansione
viene rappresentata nella figura a destra e dalle frecce semi-tratteggiate che
si trovano posizionate fuori dall'area del "cerchio iscritto" se visto in
pianta, e dall'arco tratteggiato se visto in sezione trasversale.

Un'altra cosa fondamentale, nel campo degli scambiatori di
calore, è di percepire il rapporto reale in watt/mm². Questo perchè, nella
maggioranza dei casi, le dimensioni dei core delle CPU influenzano il
comportamento termodinamico dello scambiatore stesso. Nell'immagine sottostante,
vengono rappresentate due diverse CPU aventi core di dimensioni quadrate
rispettivamente di 10 e 20mm. Le dimensioni del blocchetto sono pari a 50 x 50 x
25mm e quindi stiamo esaminando/simulando il comportamento del waterblock
ideale. In questo caso le curve di colore blu, rappresentano le distanze
stimate, che il calore dovrà attraversare, per poter avere una diffusione
abbastanza sufficiente. Nel primo caso (CPU 10mm), si vede chiaramente che la
distanza media che dovrà percorrere il calore, è maggiore rispetto la distanza
che dovrà percorrere nel secondo caso (CPU 20mm). La distanza media viene
rappresentata dalla curva di colore blu all'interno dello scambiatore. La
seconda curva invece (semi-tratteggiata) rappresenta la fase della successiva
espansione.
La conclusione di questo fenomeno è molto semplice ed è la
seguente: maggiori saranno le dimensioni del core della CPU, minore sarà la
densità assoluta di wattaggio e quindi il rapporto watt/mm². Di conseguenza, il
raffreddamento della CPU risulterà molto più facile nel secondo caso.

Le seguenti immagini sono l'estensione delle figure
precedenti e mostrano, ancor meglio, i fenomeni analizzati finora. Simulazione
ideale senza CPU e simulazione con CPU da 10 x 10mm.

Simulazioni con CPU da 10 x 10mm e 20 x 20mm.

Si sottolinea che finora non ci siamo mai preoccupati di
analizzare quale sarebbe stata l'influenza dell'acqua all'interno di questi
blocchetti. Questo perchè la nostra preoccupazione è sempre stata quella di
farvi capire l'importanza della diffusione del calore all'interno dei corpi
solidi denominati come "waterblock". E' probabile anche che avrete sentito
innumerevoli volte che l'influenza del cosiddetto "effetto buffer" migliora le
prestazioni del vostro waterblock, ma noi vorremo chiedervi se sareste sicuri di
aver percepito bene che cosa sia questo "buffer".
Per convenzione, a partire dal 2001, è stato scelto sul Web
Italiano di chiamare "buffer" una determinata parte della massa del blocchetto
che aiuta il passaggio del calore dalla base verso tutte le dimensioni
tridimensionali del blocchetto stesso. Di conseguenza, se ben progettato e
distribuito, questo buffer favorisce l'espansione del calore all'interno della
massa del waterblock.
Parte seconda
Nella seconda parte di questo capitolo considereremo anche
l'influenza dell'acqua. Siccome però siamo più che sicuri che secondo la logica
comune, e quindi anche la vostra, starete considerando l'acqua come "qualcosa
che raffredda", noi proveremo a proporvi di considerarla temporaneamente come
"qualcosa che isola". Dunque vi chiediamo che iniziaste a considerare l'acqua,
e/o la sostanza liquida circolante, come un vero e proprio isolante che non
permette un'ulteriore espansione del calore, in quanto a noi non interessa
ancora in che modo il calore verrà eliminato dal blocchetto ma, per il momento,
vorremmo fermarci a dimostrare che c'è "qualcosa" che ostacola il passaggio del
calore e quindi non favorirà successivamente l'espansione bidimensionale e/o
tridimensionale di quest'ultimo.
In parole povere vi stiamo solo chiedendo di considerare
l'acqua come un vero e proprio isolante, e questo solo per farvi capire meglio
quanto sia importante il passaggio del calore dalla base al coperchio del
waterblock.
La seguente immagine mostra in che modo avviene la diffusione
ed il passaggio del calore in cinque diversi waterblock basati sulla classica
canalina a quattro passaggi a "M" o "W". Si precisa che l'effetto buffer si nota
di più nelle ultime due figure dove il passaggio del calore dalla base al
coperchio è maggiore. Come potete vedere l'acqua non permette al calore di
espandersi e quindi, indipendentemente se c'è o meno smaltimento del calore,
funge da materiale "isolante".

La seguente immagine mostra in che modo avviene la diffusione
del calore in tre diversi waterblock basati sulla canalina: a "G" con entrata
centrale, la classica a quattro passaggi a forma di "M" o "W" ed infine sulla
serie MonoBlock "WBNKBx". Nel primo caso è lampante che non c'è nessun passaggio
di calore dalla base al coperchio e questo perchè il posizionamento della
canalizzazione non lo permette. Infatti si tratta forse dell''esempio più
lampante del perchè l'acqua funge da "materiale isolante".
Si precisa inoltre che l'effetto buffer presente sui due
waterblock rimanenti, dimostra in che modo il MonoBlock sia molto più efficace
nell'espansione del calore, ed in particolare al passaggio diretto del calore
dalla base verso la parte alta, essendo formato da un blocco unico e non da una
base ed un coperchio.
Come ultima cosa ci teniamo a sottolineare che abbiamo voluto
farvi vedere il Top del segmento dei waterblock con canalizzazione a quattro
canaline, dato che nessuno dei nostri concorrenti l'ha mai commercializzato
finora (almeno che noi sappiamo). Quindi è chiaro che i waterblock
commercializzati finora, con quel determinato tipo di canalizzazione, sono meno
ottimizzati rispetto a quello che vi proponiamo nell'immagine sottostante.

Immagine dove si vedono i tre waterblock di prima, ma questa
volta facendo una simulazione diversa, considerando anche una CPU di dimensioni
10 x 10mm.

Infine vi proponiamo per la prima volta in che modo avviene
la diffusione del calore all'interno della massa del MonoBlock WBNKB5. Si
precisa che lo scopo del triangolo che si forma, è di rappresentare la
diffusione bidimensionale del calore man mano che ci si allontana dal punto di
contatto fra la CPU e la base del Block.
Si precisa inoltre che l'immagine pubblicata è solo una
simulazione indicativa ed è finalizzata esclusivamente ad una generale
comprensione per quanto riguarda la diffusione del calore. In nessun caso potrà
essere considerata come rappresentativa del prodotto e della relativa
tecnologia, essendo molto più complicata di quello che potrebbe inizialmente
sembrare.

Considerazioni e conclusione
Siamo sicuri che se siete arrivati fin qui, al 99% vi starete
chiedendo cosa abbiamo pubblicato. Noi comprendiamo benissimo le vostre
eventuali perplessità, riguardo alcune nostre affermazioni, ma vi assicuriamo
che si basano sulla logica comune. Infatti non è una novità che l'acqua non
permette il passaggio del calore. Il solo compito dell'acqua è di raffreddare,
nulla di più nulla di meno.
Siamo anche sicuri che vi starete chiedendo dove si basa
questa nostra teoria. E' molto semplice signori, si basa sulla logica comune che
ci ha insegnato che per poter raffreddare una CPU al massimo possibile, bisogna
poter togliere (dissipare) il più calore possibile in una determinata unità di
tempo (intervallo infinitesimo).
Questa cosa non è solo direttamente collegata con il
cosiddetto effetto "buffer", ma anche con la geometria bidimensionale e
tridimensionale di ogni waterblock.
In parole povere: la geometria ed il posizionamento della
canalizzazione determina l'effetto buffer e di conseguenza il comportamento
termodinamico dello scambiatore.