Introduzione e concetti fondamentali
Con questo articolo tratteremo alcuni concetti indispensabili
per la comprensione e lo sviluppo di uno scambiatore di calore, denominato anche
come Waterblock. Per poter aver chiari i concetti che tratteremo, sarà utile
definire alcuni termini e parametri come ad esempio la temperatura e la
conduzione. La temperatura è un indice di stato, una variabile di un sistema che
ne definisce e caratterizza alcuni comportamenti. La conduzione è il
procedimento attraverso cui dell’energia si propaga all’interno di un corpo da
zone a temperatura superiore verso zone a temperatura inferiore. Il
trasferimento di energia avviene a causa degli urti fra le molecole che,
eccitate termicamente, si muovono a maggior velocità.
Se analizzassimo due corpi in diversi stati, cioè caratterizzati da una
differente temperatura, sarebbe possibile notare come fra loro avvenga uno
scambio reciproco di energia, la cui variazione nel tempo è definita potenza. A
causa del diverso stato, si determina un comportamento secondo cui il corpo più
caldo trasferirà prevalentemente energia al corpo più freddo riscaldandolo fino
a quando il sistema, costituito da entrambi i corpi, avrà raggiunto uno stato
intermedio, cioè l’intero sistema sarà caratterizzato da una stessa temperatura
costante. Tale energia trasferita, la quale è responsabile delle variazioni di
stato, è detta calore e viene rappresentata con il simbolo “Q”.
Il trasferimento di energia, come già accennato, avviene a causa di urti fra le
particelle adiacenti le quali, termicamente agitate, tendono a vibrare più
ampiamente e velocemente. Per questo motivo risulta intuitivo pensare che
materiali differenti scambieranno energia in modo differente o per lo meno con
tempi diversi, ciò che in un certo senso identifica la velocità dell’evento e
determina il tempo necessario affinché questo si completi è detto coefficiente
di conducibilità termica “k”.
Approfondimento
Per determinare quale sia la potenza trasferita da un corpo, deve essere nota
anche la superficie “A”, attraverso cui avviene il trasferimento di energia
secondo al legge:

Il gradiente di temperatura indicato come “dT/l” è una legge che determina
univocamente la variazione di temperatura per ogni punto del corpo, più semplicemente idealizzabile ad un valore numerico costante se
ricavato come differenza dei valori tra zone a temperatura nota. Se si ipotizza
il riscaldamento uniforme dell'intera massa, può essere sostituito dal semplice dT ricavato come differenza di temperatura fra l'intero corpo in questione ed il
corpo cui verrà trasferita l'energia.
Prendendo in esame una massa di un dato materiale soggetta a
riscaldamento a causa di contatto con una sorgente di calore, questa sarà
sottoposta ad un incremento di temperatura pari a:

Per calore specifico, si intende la quantità di calore da fornire all’unità di
massa per ricavare l’incremento di temperatura dT. Per questo motivo corpi
identici di materiali diversi, caratterizzati da diversi Cs e massa a parità di
volume, ovvero diversa densità e struttura atomica, sono soggetti a diversi valori di dT.
Scambiatori di calore o Waterblock
Considerando uno scambiatore definiremo e valuteremo un progetto per quelle
caratteristiche direttamente legate ai concetti precedentemente esposti:
-
La superficie attiva “A”ovvero quella porzione di
superficie totale di contatto fra corpo dello scambiatore e mezzo di scambio
attraversata da energia e conseguentemente caratterizzata dall’incremento di
temperatura
-
Il materiale del corpo in contatto col componente da raffreddare e del mezzo
di scambio, i quali determinano i valori “k” e “dT”
-
Lo spessore interposto tra la superficie di contatto con la sorgente di
energia e la superficie attiva
Tenendo in considerazione il fatto che nel trasferimento di energia dalla
superficie dello scambiatore al mezzo di scambio vi siano alcuni meccanismi
dinamici i quali possano influire sullo stesso, come ad esempio il carattere del
moto dipendente soprattutto da velocità e particolari geometrie considerando che
se esente da ristagni verrà mantenuto il maggior dT fra i due corpi, a causa del
continuo flusso del mezzo (nel nostro caso acqua), attraverso il corpo.
Passiamo ora a definire alcune variabili utili per valutare
le prestazioni di uno scambiatore. Nota la potenza dissipata dal componente da
raffreddare, la quale risulta essere potenza fornita “Pf” allo scambiatore, e
nota la potenza “Pu” ceduta da questo al mezzo refrigerante, è possibile
determinare il rendimento o l'efficienza dello scambiatore come:

il rendimento rappresenta la capacità di smaltire la potenza
fornita.
Nota invece la differenza di temperatura del mezzo in uscita rispetto al mezzo
in ingresso, e nota la potenza fornita, è possibile valutare la resistenza
termica come:

la resistenza termica rappresenta la capacità di incrementare
la temperatura al crescere della potenza fornita.
Considerazioni sullo scambiatore
Concludendo si può giungere ad alcune considerazioni rilevanti e talvolta
indispensabili che schematizzeremo di seguito:
-
Uno scambiatore di massa elevata tenderà ad assorbire
un’elevata potenza dal componente poiché necessiterà di molta energia per
incrementare notevolmente la propria temperatura, mantenendo più elevato il dT
componente-scambiatore.
-
Uno scambiatore di massa ridotta tenderà a riscaldarsi rapidamente e
notevolmente, potendo assorbire minor potenza dal componente a causa della
riduzione del dT componente-scambiatore, ma sarà al contempo maggiore il dT
scambiatore-mezzo.
-
Le due precedenti soluzioni, opposte concettualmente, vertono sul migliorare
l’efficienza dei due trasferimenti di energia componente-scambiatore e
scambiatore-mezzo, a priori l’una non è più efficiente dell’altra, ma anzi è il
miglior compromesso fra le due condizioni a risultare più efficiente.
Esempi pratici
Idealizziamo ora nello specifico alcuni scambiatori di calore costruiti in rame,
aventi stessa superficie attiva e sottoposti ad una potenza di 100W avremmo: S =
superficie attiva, l = spessore di materiale tra fonte di calore e superficie di
contatto, Krame = 386 W/m*K, Kacqua = 0,6 W/m*K, CSrame = 0,385 KJ/Kg*K, CSacqua
= 4,19 KJ/Kg*K, P = 100W, Q = P*Tempo, S/l = X. Se si considera tre situazioni
di massa diversa con A = 100g, B = 150g e C = 300g, avremmo che il calore
“Q”sarà pari al calore specifico “Cs” moltiplicato per la massa “m” e per la
variazione della temperatura “dT”, quindi avremmo che Q = Cs * m * dT.
Per ogni secondo di tempo, la situazione per i tre diversi corpi A, B e C
varierà nel seguente modo:
-
A: dT1 = Q / CSrame * m1 = 0,1KJ / 0,100Kg * 0,385KJ * K = 2,59K
-
B: dT2 = Q / CSrame * m2 = 0,1KJ / 0,150Kg * 0,385KJ * K = 1,73K
-
C: dT3 = Q / CSrame * m3 = 0,1KJ / 0,300Kg * 0,385KJ * K = 0,86K
Essendo la potenza ceduta all’acqua pari a k / l * S * dT avremmo che:
-
A: P1 = Kacqua * S / l * dT1 = 1,554W * X
-
B: P2 = Kacqua * S / l * dT2 = 1,038W * X
-
C: P3 = Kacqua * S / l * dT3 = 0,516W * X
Come si evince molto facilmente da questi tre esempi, la potenza ceduta
è circa tre volte minore per stesso identico sistema dello
stesso materiale avente massa tripla, significa che A avrà un efficienza tre
volte superiore rispetto a C, data la stessa potenza assorbita sull’intera massa.
Al contempo però, dT3 è tre volte inferiore rispetto a dT1 che significa, data la
stessa cpu di stessa superficie, significa che C potrà assorbire fino al triplo
di potenza dal chip.
Nota la potenza ceduta si può calcolare il dT dell’acqua, supponendo di disporre
di mezzo litro di acqua distillata il dT dell’acqua nei tre casi sarà:
-
dTA = P1 / m * CSacqua = P1 / 0,5Kg * 4,19 = 0,75 * X K
-
dTB = P2 / m * CSacqua = P2 / 0,5Kg * 4,19 = 0,49 * X K
-
dTC = P3 / m * CSacqua = P3 / 0,5Kg * 4,19 = 0,24 * X K
Da ciò si evince che lo scambiatore C incrementerà la
temperatura dell’acqua di circa tre volte in meno rispetto allo
scambiatore A, mantenendo però più elevato nel tempo il valore dT dello
scambiatore-acqua.
Conclusione
Queste considerazioni sono molto semplificate rispetto alla complessità del
fenomeno, inoltre si è scelto di fare una valutazione relativamente ad un
intervallo di tempo pari ad un secondo. Tale intervallo risulta essere
decisamente elevato per un’analisi attendibile al 100% ed ipotizzando un
riscaldamento istantaneo dell’intera massa, cosa che in realtà richiede un certo
lasso di tempo relativamente alla struttura e alla resistenza termica, ciò
evince la reale importanza della superficie attiva di scambio dimostrando come,
a differenza dalla variazione eccessiva della massa ai fini di un incremento di
dT nei due processi che possono ridurre l’efficienza di una fase di scambio, e
come “l’estensione” di questa dovuta alla geometria/distribuzione della massa
possa soltanto comportare benefici ed incrementare il rendimento in ogni caso.
Per i motivi sopraelencati è facilmente comprensibile che
sviluppare un progetto caratterizzato da una massa maggiore rispetto ad altre
soluzioni finora note, possa permettere la distribuzione del calore su una più
vasta superficie attiva, così da poter vantare un grandissimo incremento di
questa, a discapito di una limitata diminuzione del dT Waterblock-Acqua. In
questo modo un tale progetto risulta essere estremamente competitivo e
prestante, facendo sì che l’efficienza reale del Waterblock sia dovuta al
rapporto superficie attiva / superficie totale, dove “K”, “l” e “dT” restano
parametri praticamente invariati (oscillazioni di dT prossime ad 1 Kelvin nel
caso peggiore)anche al variare del carico applicato, e solo in caso di altissimo
carico dovuto ad overclock estremo ci sarà una sensibile variazione del dT,
causando però un relativo incremento del rendimento a favore di tale progetto.